Perché ci sentiamo mamme inadeguate?

Aggiornamento: 11 feb

Un post per ricordarti delle tue risorse innate!


Se c'è una cosa che vorrei poter cancellare dal mondo della maternità (e della paternità) è il giudizio.

Quello che tendiamo a dare agli altri, quello che pesantemente diamo a noi stessi e quello che ci sentiamo addosso costantemente.


Quanto senso di colpa scaturisce ogni volta che si fa un confronto con altri bambini, con altri genitori, con banali situazioni alle quali ci capita di assistere?

<<Il figlio della mia amica dorme tutta la notte, io invece ancora qui con mille risvegli e stanchezza a palate!>>

<<Quella bimba che mangia tutto e io ad accontentare i gusti di ogni figlio che manco al Grand Hotel!>>

<<Mi ha raccontato la vicina che suo figlio ha fatto inserimento all'asilo in 2 ore.... noi ci stiamo investendo da due mesi e ancora si fatica!>>


Quale vantaggio viene dal confronto con gli altri?

Certo, mente aperta e capacità di mettersi in discussione sono doti preziose, soprattutto per un genitore. Cercare informazioni corrette, aggiornate, con basi scientifiche accertate è fondamentale. Trovarsi sicuri e sereni nelle proprie scelte è indispensabile.

Ma allora perché ci ritroviamo a volte ad analizzare le scelte altrui per 'trovare l'errore' così da poter confermare invece le nostre scelte oppure dall'altro lato a rimettere nuovamente in discussione le nostre. Diversità significa che qualcuno sta sbagliando???


Non fraintendermi, non penso che tutti i genitori siano giudicanti verso gli altri o eternamente insicuri.

Mi ritrovo spesso però a condividere con altri genitori come questo sentimento di insicurezza sia dilagante e destabilizzante.

A dire il vero mi piacerebbe molto sentire la tua se ti va di raccontarmi cosa ne pensi a riguardo (se ti va, scrivimi qui).

Ma da dove arriva questo sentimento di insicurezza?

E perché non riusciamo a liberarcene?


C'è un'emozione che nasce assieme ad ogni lineetta doppia sui test di gravidanza e che ci si aggrappa addosso, senza lasciarci più: il senso di colpa.

Rischiamo di sentirci in colpa per qualsiasi scelta facciamo: se mangiamo troppo o troppo poco, se facciamo una visita in più o una in meno, se scegliamo un luogo per partorire piuttosto che un altro... e non parliamo poi del post parto: allattamento a richiesta o fissiamo già delle regole? il letto separato o in fascia ogni momento? e poi l'alimentazione, l'educazione e chi più ne ha più ne metta che ci vien l'ansia solo a leggerlo....


un bel respiro


oh... meglio, grazie!


Non sarà che ci siamo impelagati in un gioco di classificazione delle scelte genitoriali??

Da che parte sto?

Alto contatto o regole e indipendenza? La via del naturale o la scienza e la ragione?

Dobbiamo sul serio scegliere da che parte stare? O posso comprare sia la fascia che il passeggino? :-D

Hai capito che ti sto facendo una provocazione bell'e buona, vero?!


Ma se ci pensi con calma.... non riconosci un meccanismo che si nasconde anche tra i tuoi pensieri?


Ci porta a sentirci lontani da chi non riconosciamo come simile a noi.

E a sentirci più soli e più in competizione di quanto sia necessario.

In competizione con gli altri ma anche con noi stessi.

Lo standard che ci prefissiamo come genitori qual'è?

Beh, il più alto che si possa immaginare, ovviamente. Per mio figlio solo il meglio.

La perfezione.

Che non esiste.... ah già!

Devi essere felice e di buon umore, stimolante, in ascolto, con empatia e senza mai arrabbiarti (mica possiamo alzare la voce, eh no...).

E se poi una sera dopo 9 ore di lavoro e la riunione con le maestre mi scappa un cazziatone per una ciabatta fuori posto?!

Eh beh, sono proprio un genitore incapace. Mica come quella che seguo sui socials che incornicia le scritte del figlio sul muro, lei si che sa come fare...


Eh se invece...


Se invece sono solo vittima della stanchezza di una giornata lunga e faticosa, ho fatto un errore che è umano e che può rappresentare una grande opportunità.

Mi scuso con il mio bambino e gli racconto cosa è successo, che giornata piena ho avuto.

Di come anche io, adulto, posso perdere la pazienza e, proprio come te piccolo mio, mi lascio sopraffare dalle emozioni. E' una cosa che capita ma si può migliorare e si può rimediare. Magari con una coccola extra, che ne dici?



Dove voglio arrivare con questo ragionamento?

Vorrei mettere un punto fisso al quale aggrapparci nei momenti difficili, che ci sono, per tutti e tutte, anche per le influencer più positive che segui sui socials!!!

Anzi, i punti da fissare sono 3!

Eccoli qui:


1. Sei la madre migliore / il padre migliore che i tuoi figli possano desiderare.

Il tuo desiderio di essere la migliore versione di te ti carica di enormi aspettative: riconoscile, da loro il giusto spazio e il giusto peso. Metti a fuoco ciò che conta davvero e focalizzati su quello.


2. I genitori che incontri hanno idee diverse dalle tue, prendono scelte differenti

Non significa che non siano le scelte migliori per loro e per i loro figli. Persone diverse, bisogni diverse, storie diverse.

Non cercare il confronto ma piuttosto prendi queste differenze come uno stimolo: cosa di quello che ho recepito può essere utile per me? Cosa invece mi ricorda che le mie scelte sono proprio quelle giuste per me, per noi?


3. Se commetti un errore: gioiscine

Ogni errore è un passo in avanti, una guida per raddrizzare il tiro, il più grande strumento evolutivo che abbiamo.

Hai sbagliato? beh.... lo hai riconosciuto, soprattutto!!

E da qui puoi continuare il tuo lavoro (faticoso, certo, ma meraviglioso), il tuo viaggio verso la versione migliore di te che vuoi dare ai tuoi figli.



Ora.... non so se questo era quello che ti aspettavi da questo articolo.

Ma sono davvero felice se hai letto fino a qui.

Sentirsi dire queste cose (spero di non essere la prima ad avertele fatte notare) fa sempre bene, almeno a me.... mi circondo di persone che me lo ricordino ogni giorno se posso :-)


Quando il senso di inadeguatezza ti coglie alla sprovvista, riporta alla mente i punti fondamentali, quelli che ti ho suggerito io ma, meglio ancora, scrivine altri 3 tu, tutti tuoi!

E appendili alla porta del frigo, per non dimenticarli mai!









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